Diritto amministrativo - c.d.l.m. in Scienze infermieristiche ed ostetriche - lezione del 24/05/2014

Diritto di accesso ai documenti amministrativi

Art. 15 DPR 3/1957: L'impiegato  deve  mantenere il segreto d'ufficio e non può dare a chi  non  ne  abbia  diritto, anche se non si tratti di atti segreti, informazioni  o  comunicazioni relative a provvedimenti od operazioni amministrative  di  qualsiasi  natura  ed  a  notizie delle quali sia venuto  a  conoscenza a causa del suo ufficio, quando possa derivarne danno per l'Amministrazione o per i terzi (principio di segretezza)

Principio di trasparenza (art. 1 legge 241/1990): L'attività amministrativa persegue  i  fini  determinati  dalla legge ed è retta  da  criteri  di   […] trasparenza


Legge n. 241/1990:
  • Accesso procedimentale (art. 10: I soggetti di cui all'articolo 7 e quelli intervenuti  ai  sensi dell'articolo 9 hanno diritto:  [ ...] di prendere visione degli atti del procedimento)
  • Diritto di accesso ai documenti amministrativi (artt. 22 e ss.)


Legittimati: i privati, inclusi i portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento (vecchia formulazione: interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti)

Oggetto: documenti amministrativi, anche interni e non relativi ad uno specifico provvedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e da un gestore di servizi pubblici, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della disciplina sostanziale


Esclusioni:

Il diritto di accesso è escluso per (art. 24 comma 1): documenti coperti da segreto di Stato; procedimenti tributari; attività della pubblica amministrazione diretta all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione; nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale relativi a terzi
Con regolamento il Governo può prevedere casi di sottrazione  (comma 6): documenti la cui divulgazione possa produrre una lesione, specifica ed individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale; possa pregiudicare la formazione, determinazione e attuazione della politica monetaria e valutaria; nuocere alle ragioni dell'ordine pubblico, ostacolare la lotta alla criminalità, pregiudicare l'attività di polizia giudiziaria, ecc.

Tutela della riservatezza: esclusione dall'accesso dei documenti che riguardano la vita privata o la riservatezza  di persone fisiche, giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento ad un interesse epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale o commerciale.

Limite alla tutela della riservatezza: accesso è necessario al privato per curare o per difendere i propri interessi giuridici --> accesso anche a dati sensibili (art. 4 lett. d, d. lgs. 196/2003)
Stato di salute e vita sessuale --> situazione giuridica da tutelare con l'accesso è di rango almeno pari ai diritti dell'interessato ovvero consiste in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile

Rifiuto: assenza di legittimazione del richiedente; domanda non motivata; casi di esclusione dell'accesso
Decorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta, questa si intende respinta

Trasparenza amministrativa (d. lgs. 33/2013)
Obblighi di pubblicazione 
  • (per controllo diffuso sul personale e sull'azione amministrativa)  articolazione degli uffici, risorse a disposizione, incarichi dirigenziali, di collaborazione e di consulenza, dotazione organica, costo del personale, conferimenti incarichi, vari aspetti dei procedimenti ad evidenza pubblica
  • (per contezza della gestione finanziaria) bilancio annuale e di previsione, gestione del patrimonio immobiliare
  • (per semplificazione dei rapporti tra privati e p.a.) carta dei servizi, costi e tempi di erogazione dei servizi, tempi dei pagamenti, elenco oneri informativi, modulistica per istanze


Accesso civico
Diritto di chiunque di richiedere i documenti che dovevano essere pubblicati, in caso di omissione della pubblicazione

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Servizio sanitario nazionale
legge 833/1978

Art. 1: complesso di funzioni, strutture, servizi, attività destinati alla promozione, al mantenimento e al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione
Profilo soggettivo: insieme di strutture tecniche ed amministrative
           oggettivo: complesso di prestazioni ed interventi per la tutela del diritto alla salute

Strutture organizzative
Originariamente, salute era fatto strettamente personale --> legislazione liberale: tutela della salute come igiene e sicurezza pubblica (legge sulla sanità pubblica 2248/1865 all. c)
Codice sanitario 1888: competenza del Ministero dell'interno tramite i sindaci su igiene e sanità
TU leggi sanitarie 1934: mantiene modello gerarchico accentrato su Ministero dell'interno

Legge 296/1958
  • istituzione Ministero della sanità (provvede alla tutela della salute pubblica)
  • organizzazione tecnico-sanitaria svincolata da autorità amministrativa
  • sistema frammentario: organi periferici --> medico e veterinario provinciale + prefetto + ufficiale sanitario dei comuni e dei consorzi comunali (dipendente del sindaco e del prefetto => soggetto incerto)
Fine anni '60: riforma ospedaliera (enti pubblici sotto il controllo delle regioni)

Legge 833/1978 --> istituzione del s.s.n.
  • Le regioni non hanno funzioni amministrative in tema di sanità --> centralità del comune (art. 13)
  • U.S.L. (art. 14) strutture operative dei comuni
D. lgs, 502/1992
  • U.S.L. diventano A.S.L. (aziende con personalità giuridica) dirette da un direttore generale
  • centralità delle regioni
  • ingresso dei privati nel s.s.n.: possono essere erogate prestazioni sanitarie allo stesso prezzo di quelle pubbliche --> problema della garanzia dello standard qualitativo (sistema di accreditamento)

Riforma Bindi (d. lgs. 229/1999)
recupero del ruolo del comune (anche alla luce della riforma degli enti locali)

Decreto Balduzzi (d.l. 158/2002 conv. legge 189/2012)
Assistenza territoriale --> ruolo unico per i medici di medicina generale (medico di base e medico di guardia); strutture organizzative monoprofessionali e multi professionali (medici, infermieri, ostetrici); offerta assistenziale territoriale: presidio territoriale distrettuale, assistenza territoriale integrata, ambulatorio territoriale integrato
Attività intramuraria: disciplina pubblica dell'attività professionale privata --> gestione dell'azienda sanitaria: responsabilità propria, centro unico di prenotazioni

L.E.A.
Livelli essenziali di assistenza --> soglia minima di prestazioni da garantire a tutta la popolazione
legge 405/2001: scorporo dal piano sanitario nazionale
Art. 117 Cost. e i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale

Servizio sanitario regionale (l. r. 5/2009)
Principi:


  • centralità del malato
  • integrazione socio-sanitaria (anche attraverso il coinvolgimento dei medici generici e dei pediatri)
  • riorganizzazione della rete ospedaliera
  • riduzione delle differenze tra le province (atti di programmazione per autosufficienza su base provinciale)

A.S.P. (dimensione provinciale) 
distretti ospedalieri (aggregazione di uno o più presidi ospedalieri appartenenti alle soppresse Ausl con le soppresse aziende ospedaliere, nonché dalle aggregazioni degli altri presidi ospedalieri pure appartenenti alle soppresse Ausl) 
distretti sanitari (articolazione territoriale dell’azienda sanitaria provinciale all’interno della quale vengono erogate le prestazioni in materia di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione ed educazione sanitaria)


Programmazione --> piano sanitario regionale + piani attuativi

P.T.A. (presidi territoriali di assistenza)


  • cure primarie
  • servizi sociosanitari
  • servizi a favore di minori e famiglie
  • servizi per salute mentale e tossicodipendenza

Strutture private
Controllo su attività espletate e su prestazioni erogate dalle strutture pubbliche e private
premialità per le strutture capaci di produrre mobilità attiva (attrarre pazienti da altre regioni)
decadenza automatica dei direttori generali per mancato raggiungimento dell'equilibrio economico di bilancio, in relazione alle risorse negoziate, e per mancato raggiungimento degli obiettivi

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